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Fiere, Sol Expo 2026: dal 1° al 3 marzo a Veronafiere la vetrina dell’olio italiano dalla terra alla tavola e dal business al consumatore. La filiera made in Italy riparte dal riconoscimento UNESCO e da una campagna olearia sopra le 200mila tonnellate

17 dicembre 2025

Verona, 17 dicembre 2025. Una vetrina internazionale per uno degli attori più protagonisti nella cucina italiana. Dopo il debutto da solista nel 2025 e forte di una storia di 28 edizioni svolte in contemporanea con Vinitaly, dal 1° al 3 marzo 2026 SOL Expo torna a puntare i riflettori sull’olio di oliva per una tre-giorni completamente dedicata all’intera filiera, dall’olivo alla tavola, e non solo. Con un’impostazione unica in Italia, la manifestazione dà voce all’eccellenza di una produzione simbolo del made in Italy attraverso un format ibrido B2B2C, pensato per mettere in relazione – in un unico luogo di incontro, business, formazione e scoperta – operatori professionali, consumatori consapevoli e nuove generazioni di appassionati.

Un’edizione, quella 2026, che vede già confermata la presenza di dieci regioni (Veneto, Toscana, Sicilia, Lazio, Basilicata, Emilia-Romagna, Calabria, Puglia, Umbria e Campania), e che assume ancora più rilevanza alla luce di una campagna olearia 2025/26 che supera il traguardo delle 200 mila tonnellate di olio di oliva, e del recente riconoscimento Unesco della Cucina Italiana a Patrimonio culturale e immateriale dell’umanità. “L’olio è uno dei linguaggi fondamentali della nostra identità gastronomica – afferma Federico Bricolo, presidente di Veronafiere –. Il riconoscimento Unesco conferma il valore di un’eredità collettiva in cui l’extravergine è un elemento cardine. A SOL Expo vogliamo raccontare l’olio in tutte le sue forme e possibilità, con un’attenzione particolare alla cucina contemporanea attraverso il coinvolgimento dei professionisti della ristorazione ma anche dei consumatori”. Sul primo versante, SOL Expo fa squadra con gli operatori attraverso le principali associazioni di rappresentanza, da FIPE Confcommercio a FIEPET Confesercenti e da FIC Federazione Italiana Cuochi ad AIRO Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio, con particolare attenzione al target horeca, fondamentale per la diffusione della cultura dell’olio e della scelta e utilizzo consapevoli di questo prodotto.

Sul fronte business, la manifestazione si conferma l’appuntamento di riferimento per il comparto nazionale, con una spiccata vocazione all’internazionalizzazione. Grazie alla collaborazione con Agenzia ICE è infatti previsto un programma di incoming che porterà a Verona oltre 80 top buyer da Stati Uniti, Giappone, Germania, Nord Europa, Paesi CIS, Cina e Paesi del Golfo. “Il comparto olivicolo necessita di una piattaforma strategica e multidimensionale – sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini –, capace di garantire a tutti gli stakeholder opportunità di networking e di offrire alle aziende strumenti concreti per rafforzare la presenza sui mercati internazionali. SOL Expo risponde a questa esigenza attraverso un’impostazione che coniuga dimensione commerciale, contenuti tecnici e un dialogo costante con la ristorazione professionale».

Accanto alle iniziative per gli operatori, SOL Expo apre le porte anche ai consumatori con un programma intensivo di showcooking, degustazioni guidate, masterclass e uno spazio dedicato alla cosmesi naturale a base di olio d’oliva. Particolare attenzione è dedicata anche ai più giovani, con la nuova Kids Area: un ambiente con laboratori sensoriali, attività creative e percorsi educativi pensati per avvicinare i bambini alla cultura dell’olio.

E proprio al grande pubblico si rivolge anche la prima edizione di “Sol and the City Sud”, un nuovo “spinoff fuori salone” in programma i prossimi 19 e 20 dicembre presso l'area fieristica di Catanzaro. Organizzato in sinergia fra il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria e Veronafiere, con il supporto organizzativo di Arsac, “Sol and the City Sud” nasce con l’obiettivo di valorizzare soprattutto le eccellenze olearie calabresi, ma anche l’intero patrimonio agroalimentare del Sud Italia.

 

La campagna olearia 2025/26 in cifre

Stando ai dati elaborati da SOL Expo (base Sian, estrapolazione del 10 dicembre) relativi alla campagna olearia 2025/26, è proprio il Centro Sud a produrre l’85% delle 200 mila tonnellate di olio di oliva nazionale, con il 72% della produzione concentrato tra Puglia, Sicilia e Calabria. In particolare, in Puglia, dove la raccolta è ancora a metà, ci si sta già avvicinando ai livelli produttivi del 2024/25, mentre la Sicilia registra un incremento (ad oggi) sulla scorsa campagna del 54% e la Calabria, terza forza olearia nazionale, risulta a quota 26 mila tonnellate. Complessivamente le difficoltà climatiche e meteorologiche stanno rallentando le operazioni di raccolta in quasi tutto il bacino del Mediterraneo con la raccolta delle olive che si protrarrà fino a gennaio e oltre. A contenere il raccolto del Centro Nord, invece, l’alternanza di produzione (dopo un raccolto record nel 2024/25), le sfavorevoli condizioni meteo in fioritura e infine gli attacchi di mosca delle olive. Il calo produttivo medio - anche in regioni importanti come Toscana, Lazio e Umbria – è del 50%, con la sola eccezione del Friuli-Venezia Giulia che festeggia un incremento produttivo.

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